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Breve introduzione all'arte del karate
la via della mano vuota

Le origini del karate-do hanno origini antichissime, probabilmente nel II millennio a.c. si basa su 64 ideogrammi i quali furono poi commentati da Confucio nel VI o V secolo attraverso la respirazione queste forme mantengono un rapporto diretto con la forza universale “KI”.
Da queste lontanissime origini un monaco Bodhidharma attorno al 520 d.c. andò in Cina dove si stabilì nel tempio di shaolin per avviare lo sviluppo dello Zen col fine di rafforzare la condizione fisica e spirituale dei giovani monaci la cui attività principale consisteva nella meditazione.

Nel medioevo la Cina e Okinawa, che all'epoca apparteneva alla Cina, iniziarono un intenso scambio spirituale, in questo modo i Kata cinesi si fusero con il già diffuso sistema di autodifesa Tode.
Questa influenza fu tanto profonda da trasformare il Tode in una nuova arte marziale chiamata Okinawa-Te. Fu da questo sistema, a tutti i livelli autonomi, che successivamente ebbe origine il Karate.
Questa arte fu mantenuta nascosta e tramandata solo oralmente dal maestro al suo migliore allievo fino al 1922 quando il Maestro Gichin Funakosci, fondatore dello shotokan, si trasferì in Giappone rendendo l'arte marziale di dominio pubblico, tra non poche perplessità, perché il suo timore era quello che perdesse tutta la sua parte filosofica ed esoterica che i Kata avevano trasformandosi in un semplice sport.

Purtroppo questa profezia è puntualmente avvenuta e solo adesso con alcuni maestri si sta ritornano a ricercare quello spirito che il Karate –Do tradizionale aveva alle sue origini, senza tralasciare la parte ludica e agonistica che tanto piace ai giovani.
Maestro Franco Cavazza
VI Dan Shotokan

7 BUONI MOTIVI PER FARE KARATE
Perchè fare karate?
- Il Karate si può iniziare a qualsiasi età, dai 5 ai 90 anni, se
iniziato da piccolo permette di assicurarsi dal punto di vista fisico
una eccellente scioltezza articolare e coordinazione dei movimenti
ottenendo di sviluppare una struttura muscolare omogenea perché stimola
bilateralmente tutte le parti del corpo;
- È una buona ginnastica;
- È una disciplina che non necessita di molto spazio;
- Ci si può allenare tranquillamente anche da soli; non c'è dualità
tra mente e corpo perché la mente ha una importanza determinante nell'esecuzione della tecnica;
- Non esiste lo stress da prestazione dal momento che la competizione
non è la cosa più importante;
- Iinsegna il rispetto verso gli altri;
- Col tempo, l'allenamento e la perseveranza diventa una buonissima
difesa personale rafforzando la fiducia in se stessi e la propria
stima.
Complimenti al nostro piccolo
grande Cristian

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