In Cina si vedono, nei parchi, tante persone che, di buon ora, praticano taiji quan come terapia di lunga vita esaltando gli aspetti curativi e benefici della pratica lenta e quelli di grande momento coordinativo del corpo e della mente.
Stile CHEN e stile YANG
Possiamo definire il taiji quan, sinteticamente, una raffinata arte marziale, una meditazione dinamica ed una ginnastica psicofisica. I tre aspetti si integrano e si armonizzano perfettamente fra loro.
Il taiji è una “scienza esatta”, nell'accezione più occidentale del termine, in quanto ogni sua azione si esplica in modo preciso sia sul piano della salute (del corpo, della mente e dello spirito), sia sul piano della difesa del proprio corpo.
Il taiji quan è un'arte marziale raffinata quanto temibile, perché in modo simile alle altre due arti marziali interne (il Ba Gua e lo Xing-yi) utilizza non già la forza che nasce dai muscoli e dai movimenti veloci, ma la forza interiore che nasce dalla fusione mente-corpo. Nei Jin, o forza interna, è infatti il nome che viene dato alla forza prodotta dal Qi (energia interna vitale). La differenza tra la forza muscolare e la forza interna è facilmente comprensibile nella genesi o preparazione del movimento. Se quando si colpisce con un pugno si fa arretrare la mano per caricare il pugno, la forza generata sarà esterna, in quanto dipende dalle leggi fisiche (leve, accelerazione, ecc.); al contrario, se si riesce a trasferire la forza al pugno senza caricarlo, allora si usa il jing (in cinese) o forza del Qi (energia) trasformato in movimento. La forza esterna (solo meccanica-muscolare) è limitata e cala col passare degli anni. La forza interna è illimitata e può essere aumentata continuamente. La prima è frutto dell'allenamento muscolare la seconda è frutto della fusione corpo-mente-energia. Da qui viene l'importanza di mantenere “sano” il proprio corpo, con uno stile di vita adeguato allo scopo che ci prefiggiamo, ma anche la propria mente, attraverso relazioni rispettose degli altri e di sè e scelte di equilibrio in tutti gli ambiti della nostra vita. Per quello che riguarda il movimento, usando il primo tipo di forza (muscolare) si fa dello sport marziale, usando la seconda si fa Arte Marziale.
Per questo parte integrante della pratica del Taiji sono gli esercizi del Qi gong (antica arte per lo sviluppo dell'energia vitale e per il potenziamento energetico del corpo) e del Power Stretching (denominazione occidentale per indicare alcuni esercizi specifici per la predisposizione delle articolazioni, dei tendini e dei muscoli utilissimi alla trasmissione dell'energia Qi da parte del corpo e alla sua trasformazione da statica a esplosivo-dinamica).
Senza questo allenamento del Qi (energia cosciente) la pratica non sarebbe esperienza ma solo ginnastica o eventualmente danza, cioè momento di rappresentazione.
(rif. bibl. “Le tre vie del Tao” di Flavio Daniele, ed. ARIES-meb.)

Note sul corso e sul metodo didattico
Fino all'anno scorso, Elio utilizzava un metodo di insegnamento articolato su tre giornate e un approccio sintetico che veicolava ai suoi allievi aspetti del Qi Gong, del Taiji Quan, del Kung Fu e del Power Stretching che nella sue esperienza più che ventennale di pratica e di ricerca sono rami diversi di uno stesso albero. Tale metodologia didattica è ovviamente ideale per chi già conosce le singole discipline.
Da quest'anno e a grande richiesta, per consentire anche ai principianti e ai nuovi iscritti di avvicinarsi alla conoscenza e alla pratica delle arti marziali cinesi, una alla volta, l'insegnamento sarà invece differenziato e permette quindi la frequenza bisettimanale per ogni disciplina.
Il corso di Taiji Quan si tiene nelle giornate di mercoledi e venerdì dalle 19 alle 20.
Nella sezione Orari trovate la tabella con gli orari dei corsi di Qi Gong e Kung Fu.
Come si lavora
TUI SHOU
Letteralmente “mani che spingono”, è l'allenamento in coppia a pieno contatto del Taiji Quan per sviluppare a fondo la sensibilità del corpo. Ci consente di acquisire un migliore coordinamento dei movimenti, di aumentare la capacità di percezione di Sé e dell'Altro e di verificare il proprio grado di apprendimento. La finalità è utilizzare la forza dell'Altro per effettuare in coppia movimenti efficaci con minimo sforzo, scioltezza e tranquillità, secondo i principi dello Yin e dello Yang. Praticando il Tuishou ci si libera progressivamente dalle tensioni del corpo sciogliendo le articolazioni e aumentando la capacità di concentrazione ed ascolto. In particolare si studiano alcune “qualità” della forza (jin) come la forza che preme, la forza che spinge, la forza che difende, ciò è possibile praticando twushou a una mano, a due mani, con passo e libero.
Esibizione alla festa di quartiere VOLO ANCH'IO del 9 ottobre 2005
NEI GONG
( letteralmente “lavoro interno)
Ha utilità di sviluppo della forza interna e della coscienza combattiva, è adatto per tutti i praticanti di qualsiasi arte marziale (Karate, judo, Tae Kwon Do, Kung Fu). Questo sistema di allenamento, basato su antichi esercizi della tradizione marziale cinese, agisce sulle strutture e funzioni interne del corpo. Scopo è sviluppare "l'intelligenza corporea” per affinare la consapevolezza interna ed esterna di sé e facilitare l'attivazione della forza interna (Nei Jin).
Gli esercizi si possono suddividere in tre categorie principali: esercizi per lo sviluppo della forza elastica, esercizi per lo sviluppo della forza a spirale ed esercizi per la forza esplosiva. La finalità comune è rendere il corpo forte ed elastico rafforzando i tendini ed i legamenti, sbloccare le articolazioni e consentire la connessione dinamica delle varie parti del corpo. Si ottengono così scioltezza nei movimenti, forza e stabilità fisica energetica e mentale.
Qui di seguito trovate un articolo apparso di recente sui mass media e che tratta proprio dei benefici effetti di questa millenaria pratica orientale..buona lettura!
